mercoledì 28 marzo 2007

Napule è 'nu bellu presepe. Sò i pasture ca...

E' con questa meravigliosa frase che un vigile urbano... pardon, un ausiliare del traffico ha risposto a me e a mio padre che gli chiedevamo come mai per strada, in una domenica (18/03) riservata ad auto euro 4, GPL e metano, ci fosse un traffico allucinante. Questo dopo aver visto una tizia lanciarsi per una strada strettissima, in discesa... mentre tutto il resto del mondo, per qualche assurdo motivo, la percorreva nell'altro verso. Roba da far fermare un tassista, che di esperienza qui deve averne per forza tanta, e fargli dire: "Io una cosa così non l'ho mai vista!".

E ti torna il sorriso amaro, quello a metà tra "il popolo napoletano è creativo" e "questa città non cambierà mai". Ti torna quel senso di sconforto, quella indignazione che è un po' anche sentirsi stupidi a rispettare le regole. Sì, perché non è una bella sensazione vedere che tutta Napoli è in auto, mentre tu ti spacchi le gambe rispettando un divieto che non importa a nessuno, tantomeno ai vigili urbani (che ovviamente non multavano alcun automobilista).

Napoli è tanto altro, ma tanto tanto altro. Napoli è una mia amica che ha messo su un'associazione (brava, Anita!) e che crede nel cambiamento. Napoli è una scuola, inaugurata in questi giorni a Giugliano, nell'hinterland, dedicata a Peppino Impastato. Napoli è Mani Tese e tutti gli altri che si fanno il mazzo per renderla migliore.

E' tutto questo, ma è anche tutto quello che si vede in tv... e di più. Non serve un morto ammazzato per vivere male. Basta un'inciviltà di base. Una regola di inciviltà. Il credere - diffusissimo, non prendiamoci in giro - che gli onesti siano scemi e che i disonesti siano furbi. Una perdita totale e generale del concetto di rispetto verso qualsiasi essere umano.

Napoli è anche questo. Una città, come tante, afflitta da una miriade di contraddizioni. Che litiga e si picchia con se stessa, combattuta tra la comodità dell'oggi e l'incertezza del domani. Perché cambiare costa e solo pochi vogliono pagarne il prezzo.

Quello che segue è un estratto da un vecchio documentario su Napoli. Davvero splendido! :-)

1 commento:

Alessandra ha detto...

Il tizio della ciucciuvettola...è meraviglioso! Ma che mondo sarebbe senza Napoli???