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sabato 4 dicembre 2010

lunedì 4 ottobre 2010

Calcoli



...ed io non aggiorno il blog da quasi 4 mesi. Che vergogna! :-/

lunedì 10 maggio 2010

Il tiro al Saviano

Attaccare chi fa il proprio dovere, rischiando la vita e spesso sacrificandone parti consistenti, se non tutta, è uno sport amatissimo in questo triste Paese. Non citerò neanche il nome dell'ultimo che, di nuovo, ha attaccato Roberto Saviano con quel modo di fare che tanto bene fa alla camorra, che porta dritto alla delegittimazione, anticamera della morte.
La mia risposta a tutti i detrattori di Roberto Saviano e di tutti coloro che ci rendono orgogliosi di essere Italiani, è in questo video, in cui Roberto si racconta. E alziamo un po' il volume, così magari non si sente più quel odioso e inutile fruscio di fondo.

lunedì 12 aprile 2010

Emergency fa tanto, facciamo qualcosa per Emergency

 

Da quando conosco quest'associazione la sostengo incondizionatamente. E' uno dei pochi motivi di vanto dell'essere Italiani oggi. Quello che sta accadendo è l'ennesima indecenza dell'Italia dell'informazione creativa. Quello che vi chiedo di fare, adesso, è firmare questo appello per esprimere il vostro sostegno a medici, infermieri e volontari in generale che si dedicano anima e corpo a curare a costo zero le infinite vittime di guerra. Tutti i giorni, tutti i mesi, da anni. In posti in cui noi non andremmo neanche con una pistola puntata alla tempia.
Credo che una piccola firma, almeno, sia un atto dovuto.


Forza e grazie, ragazzi!

PS: Please, fate girare la voce e, nel caso il sito risultasse ingolfato, riprovate.

martedì 17 novembre 2009

Circoli viziosi e virtuosi

Ne esistono di due tipi. E questo è del secondo tipo. Quindi diffondete e in ogni dove, please.
L'ottimo Lelio Bonaccorso ha dato un ennesimo saggio della sua maestria su http://www.peppinoimpastato.com/ questa splendida immagine, il testo è dei ragazzi della Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.


A volte basta un disegno, uno schizzo, non solo per comunicare un’idea, ma anche per suscitare una degna reazione, risvegliare qualche senso di repulsione, qualche moto di ribellione interiore, rompere uno schema mentale imposto. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di lanciare questa campagna con una nuova provocazione contro il razzismo governativo, contro le nuove leggi razziali, contro i respingimenti orditi dalla Lega, ma voluti dall’intero sistema politico-mafioso, sotto la cui mannaia finiscono migliaia di uomini, donne e bambini, costretti con la violenza a tornare verso le carceri e le torture libiche o abbandonati a loro stessi nelle acque del mediterraneo, per andare incontro ad una sicura morte. Dietro simili vergognosi e disumani provvedimenti si nascondono i soliti interessi, le solite facce, le solite speculazioni mafiose, le mani in pasta di chi si organizza per sfruttare nuovi schiavi, senza diritti e sotto ricatto, dopo l’approvazione del reato di clandestinità. Ma non basta. Ad essere respinta è anche la memoria storica, il ricordo, il nome di chi ha lottato, di chi ha perso la vita perché si è ribellato, di chi aveva scoperto, come Peppino, che troppo spesso la bramosia di potere e di denaro dei potenti e della criminalità organizzata coincidono. Tutti respinti, quindi, con il plauso di chi già pensa a riempirsi le tasche, con l’indifferenza o l’accettazione di quanti, ormai plagiati, diventano così, senza esserne coscienti, complici di un sistema criminale e la determinazione di chi non abbassa la testa e continua a resistere, resistere nella volontà di accogliere e non di respingere.

lunedì 5 ottobre 2009

Manifestare per una libertà

Mi è capitato di manifestare contro delle guerre. Kosovo, Afghanistan, Iraq... credo di aver sempre avuto qualcosa da dire contro ciò che non mi piace. Ma sabato 3 ottobre, una data da ricordare, Evelin ed io abbiamo deciso di essere a Roma, a manifestare PER qualcosa. A favore, insomma, non contro. Abbiamo detto, con la nostra presenza e le tante ore di viaggio spese in una sola giornata, che noi vogliamo un'informazione libera. Lo abbiamo affermato, senza grida e senza odio. Ma con convinzione, perché per noi queste sono le basi della democrazia.

La partenza è alle 9.30 da Modena. Partiamo dal centro con degli autobus della CGIL. Per un prezzo ridicolo (15 euro a testa) ci portano a Roma e ci riportano a casa in nottata. C'è tanta gente: sei autobus pieni, poco più di 300 persone. Belle facce. Pensiamo di recuperare un quotidiano per il viaggio. Repubblica è esaurito nell'edicola più vicina, dobbiamo accontentarci del Corriere ("della sera?" mi chiede l'edicolante; eh, fai tu...). Durante il viaggio scopriamo che L'Orchestra di Piazza Vittorio, che adoriamo, aprirà la manifestazione. Scrivo ad Alessio Danesi: magari riesco a beccarlo. Si fanno un paio di soste e arriviamo a Roma intorno alle 15.30. Riusciremo a sentire giusto un paio di canzoni, ma ce le faremo bastare. E' musica viva, è musica che sa di bella umanità.

L'autobus ci lascia su Via Flaminia e già lì ci rendiamo conto che c'è tanta gente. Ci viene in mente la folla, in aumento costante, che il 20 gennaio, a Washington, aumentava ad ogni incrocio. Il paragone è improbabile, ma la sensazione c'è e l'atmosfera è bella. Arriviamo alle porte di Piazza del Popolo e lì Evi mi fa: "Ma quello non è Roberto Recchioni?". Lo guardo e... DIO MIO, ho creato un mostro! La mia ragazza riconosce sceneggiatori di fumetti in una strada iperaffollata! :-))) Lo saluto, sta aspettando Werther Dell'Edera, che arriva di lì a qualche minuto. Ce lo presenta, con la sua ragazza (I guess). Ci incamminiamo verso la mischia, ma attraversare poco dopo ce li fa perdere di vista in men che non si dica.

Intanto siamo dentro, c'è un mare di gente. Un dannato mare di facce. Belle belle belle facce. Tanti giovani, anche bimbi, famiglie, coppie, anziani... ci sono tutti ed è bellissimo. Fa caldo nella piazza: un po' d'acqua e dei biscotti ci tirano su.

Scambio di messaggi con Alessio: riusciamo a beccarci. Lui è in bici (!!!) in centro a Roma ed è sempre un gran piacere! :-D

Intanto la manifestazione è iniziata. Arriva Vianello (non Raimondo, quello di Mi Manda Rai Tre). Mi sembra di averlo già visto presentare altro... il 1° Maggio?
Iniziano i relatori, a partire dal presidente della FNSI e un presidente emerito della Corte Costituzionale (e scusate se è poco). E' tutto un annuire. Gli applausi interrompono gl'interventi. Non c'è politica qui, non credete a quella bandiera di Che Guevara e a quelle (non richieste dagli organizzatori) dei partiti paraculi PD e IDV, che potevano evitare di speculare. Mentre siamo rivolti verso il palco, tra lo stand di Repubblica, dove puoi lasciare la tua testimonianza online e quello per i diritti in Iran, sentiamo degli applausi alle nostre spalle. Di lì a 2 metri passano Michele Santoro, Marco Travaglio, Vauro e rispettive famiglie... la gente li adora. Un tizio prende Vauro per la camicia, come si fa con un compagno di squadra ha segnato un gol importante. Loro sorridono, cercano di non fermarsi, altrimenti non ne uscirebbero più. La gente li chiama "Michele! Michele!". Emozione...

Dopo poco tocca a Roberto Saviano. Credo sia la prima volta che annunci la sua presenza e che lo faccia in una manifestazione di piazza di questa portata. Al suo arrivo sul palco la folla si unisce in un applauso eterno. Fatico a non piangere. E' bellissimo... siamo lì che gli stringiamo le mani, che gli diamo pacche sulle spalle, ma non lo stiamo facendo. Siamo lì per dirgli che gli vogliamo bene e che non finiremo mai di ringraziarlo per quello che fa e per quello che è stato disposto a sacrificare in nome della verità. Passano minuti, ore, chi può dirlo? Si emoziona anche lui... si tocca la pelata, nervoso, come al solito. "E adesso come faccio a parlare?". E' un ragazzo, un gran bravo ragazzo che non vive come dovrebbe vivere un ragazzo. Parla poco, pochissimo. Penso che il suo intervento sia stato concordato - chi sa con quanta fatica - con la scorta. Mi viene in mente Giovanni Falcone e le sue trattative con la scorta. Il suo andare in piscina a notte fonda, perché era più sicuro. Ho pensato anche a Giuseppe Ayala e a tutti quelli che sanno o hanno saputo cosa vuol dire vivere sotto protezione. Parla poco, ma bene, Roberto. Lo potete vedere qui:



Mentre siamo lì penso: so che Emilio Fede è l'unico che stia facendo una diretta in chiaro. Se mi dovessero fermare i suoi "giornalisti", col cavolo che ci parlerei. Poi scopro che è successo a un'altra persona:



Il resto è Neri Marcoré che abbiamo visto da poco a Modena, è musica, è una lista di adesioni tra cui spiccano i comitati di redazione di Mediaset e Mondadori, che dopo qualche sorriso, strappano grandi applausi alla gente in piazza. E lo stesso vale per le affermazioni del direttore di Famiglia Cristiana. Dico FAMIGLIA CRISTIANA.

Il tempo vola, l'autobus aspetta, ma non troppo. Ci allontaniamo dalla piazza mentre Marina Rei canta la Libertà di Giorgio Gaber. C'incamminiamo sulla Flaminia, verso lo stadio. Alessio e la sua bici sono con noi (grazie, bello, per l'aiuto a trovare il bus)!

Mangiamo qualcosa e scopriamo quante decine di autobus sono arrivati da tutta Italia. Mentre siamo lì la mamma di Evi ci manda un messaggio, disgustata dal TG1. Scopriremo dopo che aveva ragione da vendere.

Torniamo a casa stanchi morti, ma con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di giusto. Non si cambia il mondo con una manifestazione, ma non lo si fa neanche restando a casa a lamentarsi.
"E' meglio accendere una candela, che maledire l'oscurità", no?

Alle 2 Modena ci accoglie tra le sue braccia umide. C'è bisogno di sonno, ma anche e soprattutto di legalità e libertà. Stai a vedere che ci svegliamo in un Paese normale...

venerdì 2 ottobre 2009

Libertà, grazie


Domani Evelin & io saremo a Roma per manifestare il nostro bisogno di libertà di stampa e il motivo per cui lo facciamo lo spiega Roberto Saviano molto meglio di quanto possa mai sperare di farlo io:




lunedì 22 giugno 2009

Intanto, dall'altra parte del globo...

Succede anche questo. L'unico bianco nella foto è mio cugino Luca, tornato dopo 2 anni in Ecuador. A fare cosa? Questo.






Domanda retorica: perché ai vari G8 non si parla mai di queste cose e, soprattutto, non si mette in atto una qualsiasi cosa per invertire certe diaboliche e intollerabili tendenze?

lunedì 11 maggio 2009

(uno dei) Perché ho cambiato idea sull'America...

...e mi sono reso conto che bollarla come il male assoluto è stupido e ignorante:

Obama, all'incontro annuale con i giornalisti: "[...] Ci tengo a dire che il vostro servizio è essenziale per la tenuta della democrazia".


Quanto siamo lontani, quanta strada ancora da fare... sigh! :-(

venerdì 10 aprile 2009

giovedì 10 aprile 2008

"Pronto? Buongiorno, sono Carlo della CDG, Inc...

...la chiamo perché lei è stato selezionato, assieme ad altre 20 persone, per aderire a un'offerta incredibile, che scadrà tra 48 ore...". Quante volte siete stati vittime di telefonate di questo tipo? E quante scuse siete riusciti a inventare pur di liquidare l'ennesimo, insistente, invadente, maleducato call-centerista (mi va di chiamarli così)? Io tante. Tante volte e tante scuse. E ci è scappato certamente anche qualche insulto, perché qualcuno non ha il senso della misura, l'educazione, il rispetto o, semplicemente, la lucidità necessaria.

La verità è che dietro a una telefonata indesiderata c'è una persona che lavora. Una persona che lavora tanto, che - in 9 casi su 10 - è pagata poco e i cui diritti di lavoratore sono pura utopia.

Cazzi suoi, direte. Fino a un certo punto...

Negli ultimi anni si sono sprecate le trasmissioni, i libri, le denunce sul lavoro precario. Ricordo una puntata di "Sciuscià" di Santoro, anni fa, in cui l'inviato, con enorme difficoltà, riusciva ad avvicinare un ragazzo che lavorava alla Vodafone come call-centerista. Disse che non faceva mai sciopero perché altrimenti non gli rinnovavano il contratto e altre follie del genere. La cosa mi lasciò senza parole. Era il primo di una lunga lista di soprusi (niente malattia, niente ferie, niente straordinari) a cui le nostre orecchie, ormai, si sono abituate.

Questa lunga e noiosa premessa per dirvi che ieri sera ho visto "Tutta la vita davanti", di cui vi mostro il trailer.



Non voglio aggiungere altro, se non: VE-DE-TE-LO! Un film che mi resterà dentro per tanto, tanto tempo!

sabato 1 dicembre 2007

1 dicembre... ancora!

Aspettando il giorno in cui questa giornata mondiale per la lotta all'AIDS non sarà più necessaria...

sabato 30 giugno 2007

Psicosi


Ieri sera ero ai Giardini Ducali, qui a Modena, per assistere a una "conferenza-spettacolo" di Carlo Lucarelli (sì, quello di... PAURA, eh? :-p ). Il povero Lucarelli è arrivato un'ora dopo per via di un ritardo aereo. Il caso ha voluto che provenisse da Napoli.

Lo spettacolo è quindi iniziato alle 22.30 anziché le 21.30.

Oggetto di quella che potremmo definire una puntata di Blunotte live è stato l'omicidio Pasolini.

Lucarelli, bravo come sempre, ha messo su un qualcosa che ha evitato il rischio replica ed ha tenuto alta l'attenzione e la tensione. A questo proposito, mentre il giallista consigliava agli spettatori di contestualizzare sempre gli omicidi, di qualunque matrice essi siano, di quanto fossero tosti gli anni '70, quelli di piombo, dei morti ammazzati per un'idea, dei quartieri di destra e sinistra, degli scontri di piazza senza limiti... mentre ci dipingeva davanti questo quadro fosco e irrespirabile... si sente come un sibilo! Si tratta dell'annaffiatura automatica, che rinfresca quelli che si erano messi sulle aiuole, non trovando spazio sulle sedie. Questi, bagnati, hanno iniziato ad allontanarsi in fretta, ma la vera follia è stata quella di gente che non era nel raggio d'azione dell'acqua che, vedendo una ventina di persone spostarsi in fretta (senza urlare, eh!), è andata nel panico e si è spostata in massa verso il lato opposto, travolgendo sedie e persone. Lucarelli sul palco: "Ma che succede? Che sta succedendo?". Si conclude tutto con il presentatore della manifestazione che invita la gente a calmarsi e a riprendere posto, così come Lucarelli. Applausi, risate e finisce lì.

Ma... Lucarelli è uno che ne sa e coglie l'occasione per notare, per quei pochi che avevano già ripreso ad ascoltarlo, che è un periodo folle anche questo qui. Una fontana ha attivato una reazione a catena psicotica che avrebbe potuto creare seri problemi. E non voglio drammatizzare: nella calca che si crea a seguito di situazioni più o meno potenzialmente pericolose, spesso la gente si ferisce o, peggio, muore schiacciata.

Ho fatto bene ad andarci, nonostante mi sia documentato moltissimo, negli ultimi anni, su Pasolini. Ho scoperto cose nuove (video, testimonianze) e, quel che è più importante, ho riflettuto: su Pier Paolo Pasolini, su me stesso, su quello che sono e quello che mi sta intorno.

Ce ne fossero di "spettacoli" così...

venerdì 1 giugno 2007

MultiPOST

Inutile girarci intorno: ho un po' abbandonato questo blog. Non l'ho dimenticato, semplicemente ho problemi "tecnici" di aggiornamento. A Modena, a parte in redazione (dove non mi pare il caso), non ho internet e quando torno a Napoli... ho sempre un miliardo di cose da fare, amici da salutare, parenti da consolare, ecc. Risultato: il blog ne risente.

Ciononostante - e questo post lo dimostra - appena ne ho la possibilità, cerco di tenerlo vivo.

Nelle ultime settimane ho:

- visto il concerto dei 24 Grana a Modena: si tratta di un gruppo napoletano che avrei voluto vedere a Napule, ma che, per varie circostanze, mi ero perso. Stavolta me li sono goduti, gratis, a due passi da casa... cosa chiedere di più?

- finito di leggere Gomorra, di Roberto Saviano: un libro che mi è costato tanto in termini di sforzo. Ho faticato ad andare avanti e non certo per la prosa. L'ho letto comunque in poco tempo e sono convintissimo che se nelle scuole campane (e non) se ne facessero leggere degli estratti... beh, qualcosa potrebbe cambiare. L'ultimo capitolo, quello sui rifiuti, sarebbe da far leggere a tutti i giornalisti che ancora parlano in modo ridicolo di emergenza e a tutte le persone che vivono da Roma in su. Se a Napoli e in Campania non c'è spazio per la spazzatura è ANCHE perché fior di aziende del nord per decenni hanno pagato la camorra per sbarazzarsi di rifiuti più o meno tossici. Sì, la camorra non è solo sangue per le strade. E' imprenditoria, soprattutto questo: imprenditoria a livelli elevatissimi.
Leggete Gomorra, fatevi un piacere. Fastidioso, ma necessario.

- visto Pirati dei Caraibi 3: film assai sfizioso e infinitamente migliore di quella sola del secondo. Johnny Depp continua a rullare e il cameo di Keith Richards meriterebbe da solo la visione... :-D

- visto Spider-Man 3: che delusione! Trooooooooppa roba e passaggi grotteschi assolutamente gratuiti. Tre cose da dimenticare su tutte: la figura sprecata di Gwen Stacy, praticamente un'idiota; Peter che fa il rimbecillito per strada; Spidey che passa casualmente davanti a una bandiera americana. Peccato!

- visto più della metà della splendida quinta serie di 24, serie maltrattatissima in Italia (sempre gettata in seconda serata, se non oltre, su Rete 4), ma davvero splendida. Recuperatevi i cofanetti, è roba buona!

- vista, ieri sera, la temuta trasmissione di Santoro col documentario della BBC sui preti pedofili. Un po' moscetta la discussione, ma sono soddisfatto che si sia evitata l'ennesima pessima figura con una censura che giorni fa pareva praticamente certa. Inutile dire che le testimonianze, nel video e in studio, sono state raccapriccianti, oltre che utilissime per inquadrare un fenomeno infinitamente più esteso di quanto si creda.

- dimentico qualcosa? :-p Ah, sì, ho un esame a brevissimo. Me lo fate un "in bocca al lupo"? :-D

domenica 4 febbraio 2007

In memoriam


Filippo Raciti (ispettore di Polizia), assassinato a Catania il 2 febbraio 2007.

lunedì 15 gennaio 2007

L'orgoglio dei felini di Baghdad


L'ultima lettura fumettistica che mi sono concesso nel 2006 è stata Pride of Baghdad, opera immensa di Brian K. Vaughan e Niko Henrichon.

Ne parlo qui e non su un sito dedicato ai fumetti (uhm... Comicus? :-p ), perché credo che questa sia uno di quei tipici esempi di "fumetto adatto a un pubblico NON fumettofilo".

La trama, in breve: come alcuni di voi sapranno, durante la guerra in Iraq, i danni sono (stati) ingenti. Tuttavia, non si è trattato solo di danni a persone e infrastrutture, ma anche ad animali.

Una vicenda che attirò (poco) l'attenzione di alcuni cronisti, tempo fa, fu la fuga di alcuni animali dallo zoo della capitale irakena.

Vaughan, sceneggiatore ormai affermatissimo negli USA (e padre di serie cult come Y: the last man ed Ex-Machina, giusto per citarne due) prende questa vicenda e ne fa un capolavoro. Ecco, l'ho detto. I protagonisti di questa storia sono gli animali, i leoni, in particolare. Sono loro a parlare, a interagire con uno scenario di distruzione e lutto che non cambia a seconda dello sguardo dell'osservatore. Che sia umano o animale, la guerra resta sempre tale. La morte... anche.

E se la trama principale viaggia sulle unghie dei felini, quello che all'apparenza sembra lo sfondo, è altrettanto protagonista. Baghdad è ricostruita attorno a noi con una precisione quasi maniacale, grazie al tratto realistico-ma-non-troppo di Henrichon. Ci troviamo con aerei sulla testa, bombe che cadono ovunque, tra lo stupore (identico a quello umano) degli animali dello zoo. Il desiderio che si sprigiona nel lettore è uno: la fuga.

Pride of Baghdad è una di quelle storie che tutti dovrebbero leggere. Ti fa riflettere sulla vita, sui rapporti tra gli esseri viventi e la terra. Disperazione e voglia di restare in piedi si fondono in un crescendo di tensione. Il pellegrinare dei leoni diventa il nostro pellegrinare. E i loro incontri sono i nostri incontri. Quelli con i nostri nemici, le nostre paure, le paure di chi non ci conosce.

Fatevi un regalo e compratelo (io l'ho preso qui, finora non ho trovato un prezzo migliore, considerando che di copertina starebbe 19.99$). E, non temete, è in inglese (non si sa ancora se uscirà un'edizione italiana), ma è scritto in modo molto semplice! ;-)

PS: non faccio che un accenno alla confezione (splendida) per non tediare i non-nerd! :-p

sabato 13 maggio 2006

Iodellavitanonhocapitouncazzo


Io sono vivo, ma non vivo perchè respiro...


Così recita un verso della canzone a cui rubo il titolo per questo post (autore: Caparezza).

Da dove cominciare?

Ok, togliamoci subito il molare: nessuna novità, ahimé, sul fronte di Voi-sapete-chi! :-P Se non... che si vede meno all'università e la cosa si fa preoccupante.

Ma parliamo di cose belle: un ex-comunista (molti giornali stranieri hanno insistito su questa definizione) è presidente della Repubblica. Ex-comunista e napoletano. Cosa posso volere di più dalla vita? Un lucano? Non direi...
D'Alema ce l'avrei visto in caso di vittoria schiacciante del centrosinistra alle scorse elezioni, ma sappiamo tutti com'è andata e conosciamo l'entità - ridicola - della maggioranza.
Quindi, bene così. Auguri a Napolitano, sono certo che si farà onore. Peccato per l'età. Chi sa se arriverà alla fine del mandato...? (sentite anche voi questo suono come di grattugia proveniente dal Quirinale?)

E a proposito di cose belle: il mondo del calcio è praticamente collassato. Berlusconi, intervistato mentre faceva spese a Roma (non so cosa darei per un paio d'ore di shopping con lui... :-p ), ha commentato: "E' una cosa terribile...". A microfoni spenti ha continuato: "...che sia venuto tutto a galla. Anni e anni a progettare un sistema perfetto e poi spunta qualche spione comunista e ti rovina tutto. E' la solita Italia delle invidie: chi non riesce ad arrivare in alto, tenta di ribaltare la realtà... e chi si trova in alto!". Su queste dichiarazioni, ottenute dal sottoscritto tramite gli ottimi (ma recentissimi) rapporti col SISMI, indagano i magistrati di Pollena Trocchia.

E concludiamo la carrellata di cose belle con il tizio che ha ucciso la ragazza di vent'anni, incinta. "Il gazzettino", valutando ancora basso il livello di orrore, ha pensato bene di dare un contributo, pubblicando in prima pagina la foto del bimbo mai nato, vestito in occasione del funerale. Una scelta di ottimo gusto, non c'è che dire. Ora sì che quella ragazza avrà la giustizia che merita.

sabato 29 aprile 2006

LIBERO... di scrivere quello che vuole...


Flash: abbiamo i presidenti di Camera e Senato... nonostante l'ostruzionismo dell'opposizione.

Ma parliamo di cose serie.
Adoro LIBERO, di Vittorio Feltri.
E' un giornale divertente e creativo, che ti tira su il morale come Emilio Fede la sera.

Sul blog di un genio è comparsa questa utilissima applicazione, che, trafugata dalla redazione di Libero, ci svela i segreti di un quotidiano che si distingue sempre per lucidità e totale assenza di pregiudizi.


Godetevelo tutti, ma... non pensate di poter togliere il posto a Feltri: il suo talento è unico.

Grazie a Dio.